Se Andrea Ranocchia è arrivato a giocare titolare fisso in Serie A è solo per merito della testa. Qualche gol, propiziato dai suoi 195 cm di altezza, penserete. No, niente a che vedere. Andrea legge Paulo Coelho (ha appena terminato «Il vincitore è solo», ultima opera dell'autore brasiliano), non frequenta discoteche e simili, vive giorno per giorno, non si cura dei titoli dei giornali che lo accostano un giorno all'Arsenal, un giorno al Manchester United, un giorno alla Juventus. La forza di Andrea Ranocchia è il cervello.Il cervello che, unito a quel grande quantitativo di talento che possiede, lo fa diventare, oltre che un bravo difensore, un ragazzo intelligente e molto maturo, considerando i 22 anni che compierà il 16 febbraio. Sempre pronto a rispondere «Presente!» quando è necessario, sempre concentrato e quindi gradito a tutti coloro che lo hanno allenato. Tutte caratteristiche che lo hanno trasformato, nel giro di un paio di mesi, da semisconosciuto a pallino di diversi allenatori. E se tra loro ci fosse anche Lippi? Andrea non se ne cura, e vive al presente. Il passato è un ricordo, il futuro un'incognita.
Ma forse quando, nel 1993, cominciava a tirare calci a un pallone, nella squadra del paesino in cui viveva con la sua famiglia, Andrea al futuro pensava eccome. Guidato da Gianni Ridolfi, nello Sporting Club Bastia Umbra, cominciava a formarsi un futuro difensore centrale possente e affidabile. Dopo lo Sporting Club, il primo approccio col calcio che conta grazie al trasferimento a Perugia, distante pochi chilometri da Bastia Umbra. Fatta la trafila nelle giovanili, vicino l'esordio in prima squadra, la società di Gaucci fallì, lasciando tantissimi giocatori, dai senatori ai giovanissimi, in mezzo a una strada (si fa per dire: il loro in mezzo a una strada non sarà mai paragonabile a quello della gente "normale"). Ma a raccogliere dalla figurata strada Andrea arrivò l'Arezzo, che lo aggregò alla Primavera. Con i suoi coetanei il ragazzo trascorse però solo una manciata di mesi, perchè venne scovato da Elio Gustinetti, che se lo portò in fretta e furia in prima squadra. Con essa si allenò, socializzò, ma non esordì. Poi il "Gus" abbandonò la Toscana, e a sostituirlo arrivò l'esordiente Antonio Conte, che prima di allora aveva svolto solo il ruolo di allenatore in seconda. L'ex idolo juventino ammirò da subito il talento di Ranocchia, che portò in ritiro e fece esordire in Serie B, contro il Mantova. Nella sua prima stagione da professionista, Andrea collezionerà 24 presenze ed un gol, non male per un difensore centrale di diciotto anni. Ma nonostante il grande approccio di Andrea col calcio che conta, l'Arezzo retrocesse in Serie C1 e Conte mollò gli ormeggi. Nonostante la retrocessione, Andrea rimase fedele ai granata e, anzi, si affermò come un difensore roccioso e insuperabile, con 32 presenze e tanta, tanta maturità acquisita. Il resto è stato un susseguirsi di eventi veloce, velocissimo: il Genoa ha acquisito il suo cartellino, Conte ha firmato col Bari e l'ha voluto con sè. Il suo Bari, dopo una cavalcata fantastica e grazie alla difesa meno battuta del campionato, è risalito in Serie A dopo diversi anni di cadetteria. E si arriva così al presente: Andrea, esordiente in Serie A a San Siro contro l'Inter, è riuscito a stoppare le iniziative di Eto'o e Milito, mica due qualunque, guadagnandosi la fiducia del neo-tecnico, Gianpiero Ventura, e del popolo di Bari, che ne ha fatto, insieme all'altro giovane pilastro difensivo, Leonardo Bonucci, e al bomber Barreto, il proprio idolo. Se oggi la difesa del Bari è la meno battuta della Serie A, gran parte del merito è suo.
Andrea del futuro non vuol parlare, ma dice di ammirare molto Alessandro Nesta, capace di «ritirarsi sempre su rifiorendo come una quercia». Non si cura delle varie voci di mercato, considerato che non legge i giornali, seguendo alla lettera il consiglio del ds barese, Giorgio Perinetti. Considera Bari una piazza calcisticamente giusta, ma per il resto dichiara di frequentare di rado la città, in quanto «tra partite con il Bari e impegni con l'Under 21 le occasioni per girarla un po' si sono ridotte ulteriormente».
Intanto è diventato un pilastro, oltre che del Bari, dell'Under 21. E se arrivasse una chiamata da Lippi? «Non ci penso», dice lui. Sarà vero? Noi gli crediamo. Il muro di Bari non mente.
INFORMAZIONI PERSONALI
Nome completo: Andrea Ranocchia
Nome completo: Andrea Ranocchia
Nato il: 16 febbraio 1988
Nato a: Assisi (Italia)
Altezza: 195 cm
Peso: 82 kg
Squadra di appartenenza: Bari
Peso: 82 kg
Squadra di appartenenza: Bari
Esordio in Serie A: 23 agosto 2009, Inter-Bari 1-1



